Fotografia

Un’espressione sulla quale si può discutere molto e che congloba sempre più tutte le esperienze passate, spesso strumentalizzandole sotto la spinta delle necessità materiali del sistema economico e produttivo, è la fotografia di moda e pubblicitaria.

L’apporto dato da questo genere alla fotografia artistica non é da sottovalutare, data l’assoluta perfezione formale richiesta ad esso dalla necessità di convincere lo spettatore ad acquistare il prodotto.

Molte fotografie di moda e pubblicitarie, allontanate dal testo che le accompagna, del resto sempre più ridotto al minimo indispensabile per riconoscere il prodotto, reggono qualsiasi confronto con la fotografia nata come espressione d’arte. Le migliori fotografie di moda e pubblicitarie, d’altra parte sono proprio quelle in cui lo stesso prodotto è marginale o completamente dissimulato nell’immagine, lasciando il campo all’invenzione totale dell’autore che si assume così il compito di convincere il consumatore della qualità del prodotto attraverso la qualità e la genialità della sua opera. La posizione della fotografia pubblicitaria è in un certo senso simile a quello dell’Architettura assoggettate come sono entrambe al principio della funzionalità. In tale contesto é chiaro che diviene problematica, ai limiti dell’aut-aut, nella fotografia più che nell’Architettura, qualsiasi operazione di critica al sistema, di cui si devono al contrario propagandare nel modo migliore i prodotti. Il messaggio pubblicitario, inoltre, strumentalizza, ma anche favorisce lo sviluppo dei lati più deboli della psiche dell’uomo, dei suoi automatismi inconsci, delle sue vanità e paure sociali, del suo perbenismo e conformismo.